Votazione - 24 settembre 2017

COMUNICATO STAMPA

La popolazione ha espresso la volontà di rafforzare l’insegnamento della civica, obiettivo per altro mai messo in discussione da nessuno.

Una parte consistente dell’elettorato ha comunque capito le ragioni del Comitato per il No alla modifica della legge della scuola che si opponeva alle modalità proposte dai promotori dell’iniziativa ed era a favore di un efficace insegnamento della civica e dell’educazione alla cittadinanza.

Le varie componenti della scuola – comitato cantonale dei genitori, docenti, direzioni ed esperti – si erano espresse in modo compatto contro la modifica di legge. L’esito della votazione è quindi motivo di preoccupazione, perché riflette una certa incomprensione tra il mondo della scuola e una parte della società.

Il Comitato ringrazia le numerose persone, le tante associazioni e i partiti che lo hanno sostenuto in questa campagna. Forte di questo sostegno, il Comitato resterà impegnato e attivo affinché la volontà popolare possa essere applicata in modo adeguato e vengano ascoltati coloro che operano tutti i giorni con professionalità e competenza nella scuola.

Il comitato

Il percorso che ha portato l'iniziativa a diventare un testo di legge è stato lungo e tortuoso. Sul suo cammino ha lasciato aperte alcune domande. Eccole:

Perché alcune argomentazioni sono sparite?

Perché strumentalizzare il rapporto SUPSI?

Perché raccogliere le firme a pagamento?


Non fatevi ingannare!

Non è il principio - l'insegnamento della civica - ad essere in discussione, ma la sua applicazione nelle scuole.

Se accettato il nuovo testo di legge, nelle scuole medie gli allievi si troverebbero ad avere due materie al posto di una (la civica e la storia), con un onere raddoppiato di prove scritte e orali, con una dotazione oraria ridotta e non sufficiente per insegnare al meglio sia l'una sia l'altra.

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